C'era una volta il giuoco del calcio, questo termine ormai dimenticato da molti e sconosciuto ai più giovani. La domenica pomeriggio si accendeva la radio e si ascoltava la storica trasmissione "tutto il calcio minuto per minuto", si attendevano con ansia le interruzioni del radiocronista esultante per la rete della sua squadra, le protagoniste del campionato erano ancora le "7 sorelle", si aspettavano le 18.15 per vedere i gol a "novantesimo minuto" in attesa della partita clou che era il posticipo serale.
Era l'epoca della nascita del calcio, non tanto come gioco ma come affermazione, i grandi campioni sapevano dare ancora emozioni vere, sapevano anche trasmettere valori come il fair play, l'attaccamento alla maglia, la riconoscenza ai propri tifosi. Si giocava per vincere lo scudetto e fare grande la propria città, per ambire poi al tetto dell'Europa. Era l'epoca dei grandi campioni, umili ma fortissimi, voglio spezzare prima di tutto una lancia in favore dei nostri connazionali, da Facchetti, Riva, Paolo Rossi, Dino Zoff, Bettega, Boninsegna, Oriali, e molti altri, vere e proprie bandiere per la loro squadra, persone che giocavano con il massimo impegno ogni partita, erano calciatori che cadevano solo se il fallo era stato subito realmente, se segnavano c'era comunque il rispetto per l'avversario nell'esultanza.
Erano gli anni in cui un solo calciatore faceva muovere le città, come quando Roberto Baggio venne ceduto dalla Fiorentina alla Juventus, i tifosi per poco non dettero vita a una guerriglia urbana per evitare la cessione del loro idolo. In quegli anni nacquero tante icone del calcio, uomini simbolo di un calcio che fu.
Oggi il mondo del calcio è invaso dalla pubblicità, denaro, scandali, partite falsate, irriverenza che si nascondo dietro a buoni ideali che dovrebbero essere la base di questo giuoco.
Se il calcio ci appassiona ancora lo dobbiamo molto a ciò che è stato, al sogno di molti di vedere nuovi campioni diventare come i nostri idoli del passato.
Si potrebbe dividere il calcio in tre fasi, il calcio nativo (fino agli anni 60), il calcio moderno (fino al 2006) e ora siamo ormai nel calcio post moderno, reduci dalla precedente era di cui aleggia solo il ricordo, anche se a onor del vero, qualche campione della vecchia guardia c'è ancora.
Se una volta avevo la certezza che il campionato di serie A iniziasse con regolarità ogni settembre, ora mi chiedo quanti scudetti potrà ancora assegnare la lega calcio e quale sarà il prossimo scandalo che colpirà il mondo del giuoco più bello del mondo!
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