
Siamo arrivati nel 2010 e il calcio da quando è nato ha subito molte trasformazioni, si è adeguato alla tecnologia che anno dopo anno l'ha fatto diventare sempre più conosciuto in tutto il mondo. All'inizio era la radio, poi la tv, ora internet. La comunicazione fra il mondo del calcio e il nostro mondo è sempre aperta. Come se fossero due entità distinte comunicano questi mondi, ideali e quant'altro passano tramite messaggi a volte ben codificati altre volte invece meno. Vorrei usare una metafora per descrivere il mondo del calcio. Uno degli ultimi film del famoso attore Brad Pitt si intitola "lo strano caso di Benjamin Button", ed è la storia di un bimbo che nasce vecchio, piccolo nelle dimensioni ovviamente, ma con sintomi e sembianze di una persona anziana. Man mano che il tempo passa e che quindi cresce egli ringiovanisce. Ed è quello che secondo me sta succedendo al calcio, ma non tanto perchè sia nato vecchio quanto perchè le sue origini sono in un epoca molto diversa dalla nostra. Sono cambiati valori e abitudini e ora il calcio dei nostri giorni lo possiamo definire quasi giovane e immaturo. I valori che esso ci trasmette sotto molte forme di comunicazione è che il calciatore è simbolo di ricchezza ma di ignoranza, ma che è questo è l'esempio da seguire perchè siamo in una società dove lo shopping e il fitness sono i valori principali. Il calciatore per la maggior parte dei casi rimanda all'immagine del ragazzo che a 35 anni è ancora un giovinetto e che può permettersi di vivere sopra le righe, fare serate in discoteca circondandosi di belle ragazze, senza pensare troppo al domani visto che il suo patrimonio economico gli permette una certa tranquillità. Sono ben più rari i casi di calciatori che decidono di mettere su famiglia da giovani. Sono questi secondo me gli esempi che dovrebbero essere seguiti, anche se molte volte proprio perchè essendo "tranquilli" non fanno gossip e di conseguenza non fanno notizia. Ma di questo calcio sono in molti a essere scontenti, sopratutto i calciatori di qualche tempo fa. Sono state aspre le critiche ti molti ex giocatori nei confronti di fatti accaduti di recente. E anche vero che è facile parlare, ma se guardiamo i fatti c'è chi si impegnava concretamente, e lo continua a fare tutt'ora. Damiano Tommasi per esempio ex calciatore della Roma e della nazionale era ed'è impegnato nel sociale, usava la sua immagine per giovare le associazioni no profit di cui faceva parte. Purtroppo si infortunò gravemente e per molto tempo rimase fuori dal calcio giocato e di conseguenza la sua immagine perse lustro agli occhi della gente. Quando tornò dall'infortunio chiese di essere riammesso in squadra, e si fece ingaggiare con il minimo stipendio salariabile che equivale a poco più di 1000 euro. Egli volle tornare a giocare a calcio sia per se stesso, evidentemente era la sua passione, ma anche per poter tornare a essere quel punto di riferimento per tante persone che contavano su di lui. Parlando invece di un altro calciatore tutt'ora in attività vorrei spezzare una lancia in favore di Francesco Totti. Se lo stereotipo vuole il connubio calciatore-velina, Totti e Ilari Blasi sono l'eccezione che conferma la regola. Calciatore lui, velina lei, sono esempio per tante persone. Sono sposati e hanno figli, sono una famiglia moderna ma con dei sani principi, impegnati entrambi nel sociale. Totti da sempre ritenuto una persona ignorante ha saputo fare dell'ironia su questo e trarne vantaggio per la sua immagine, infatti tutti ricordermo i libri di barzellette su Totti, il cui ricavato è andato completamente in beneficenza. Molti calciatori probabilmente non si rendono conto che esempio che sono per molti giovani. Siti internet, pubblicità, blog on line, notizie scritte e video li consegnano all'opinione pubblica pronti per essere criticati ma allo stesso tempo seguiti. Ma Se alcuni calciatori sono esenti da tutto questo vuol dire che non è solo il mondo mediatico a modificare la realtà ma piuttosto che anche all'interno di un sistema con determinate caratteristiche non tutti si sono omologati.
Uno dei blog più famosi on line è quello di Roberto Baggio. Il campione di Caldogno anche se non è più in attivita agonistica tiene un stretto rapporto con i suoi tifosi e con chiunque voglia seguirlo. Il blog è diventato un vero e proprio sito internet dove possiamo trovare informazioni sulla FAO, di cui Roberto è ambasciatore, oppure si possono fare delle donazioni sempre alla FAO in favore dei terremotati di Haiti, sostenere la ricerca per la SLA, una grave malattia che colpisce sempre più persone, o seguire fatti di attulità che il calciatore propone sulle proprie pagine virtuali. Nessuno ha la pretesa di dire che sia Baggio in prima persona a gestire il proprio blog ma ogni cosa lo riguarda, sono cose per cui egli si è veramente messo in gioco. Dopotutto non servono gesti ecclatanti, infatti Baggio è una persona che ama poco le luci della ribalta, tutt'ora partecipa solo a iniziative di beneficenza o commemorative se lo vediamo apparire in tv, ma il suo contributo è concreto, e la comunicazione con lui è reale grazie al suo blog. Ma un calciatore prima di poter fare tutto questo deve essere coerente con le proprie idee. Cosa penseremmo di Baggio se nei suoi anni di attività fosse stato uno scavezzacollo senza remore? Ora di certo quel suo sito sembrerebbe una redenzione forzata e non ci trasmetterebbe le stesse cose. Ma così non è perchè Baggio era uomo umile quando giocava e lo è tutt'ora. Era leale anche nel gioco, non cadeva mai se non c'era il contatto con un altro giocatore, le simulazioni non erano nel suo essere. Ma ce ne sono tanti di esempi, anche se putroppo faccio fatica a trovarne ora e devo spaziare nel passato. Ricordo Gabriel Batistuta, mai domo, corretto, e anche lui non cadeva mai se non c'era reale motivo. Ricordo la telecronaca di una partita di Batistuta dove si infortunò seriamente. Cadette a terra e il cronista subito disse: "Batistuta infortunato", proprio a testimoniare che se il giocatore era caduto dolorante a terra era perchè si era davvero infortunato.
Oggi i mezzi di comunicazione a nostra disposizione oltre a favorire le comunicazioni le amplificano. Quindi un messaggio sarà percepito da molte più persone e i feedback saranno altrettanto maggiori. Il problema però è che non sono trasmessi i giusti valori, e i riceventi di questi messaggi sono sopratutto i giovani. Mio padre a volte nei fine settimana lavora come medico per alcune società sportive, a volte calcio, a volte rugby e a volte basket. Egli afferma che i valori che hanno i ragazzini di 16 anni sono esattamente quelli che hanno i calciatori professionisti. Invece per fortuna in altri sport la comunicazione fra mondo giocato e mondo reale avviene in maniera differente, oltre a essere diverso prima di tutto il messaggio di fondo. Ma dove stiamo andando a finire? Come possiamo pretendere che ci sia un miglioramento se ragazzini di 16 anni hanno già imparato a simulare i falli e cadono a terra per procurarsi una punizione ingiustamente? Se la comunicazione è così invasiva e lo sarà sempre di più deve cambiare il messaggio di fondo prima di tutto, ma vedo ben poca speranza per un calcio sempre più giovane e capriccioso.

Grande Baggio, da sempre uno dei migliori giocatori ma anche impeccabile dal punto di vista umano. Ho letto il suo blog, veramente interessante.
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